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Che cos’è la Psiconocologia?

 

La Psiconcologia è un settore della psicologia che si occupa primariamente delle implicazioni psicologiche e sociali delle persone interessate da una patologia oncologica. Essa è orientata a promuovere la salute “globale” dell’individuo, intesa non solo sul piano fisico, ma anche  su quello psichico e relazionale, definendo un approccio multidisciplinare alla malattia neoplastica.

Il supporto psicologico è di fatto importante sia per affrontare e gestire i numerosi eventi stressanti  a  cui l’individuo è sottoposto durante l'arco della malattia, sia per il possibile ruolo che fattori di natura emozionale possono avere sul decorso della malattia.

La letteratura internazionale riporta infatti che variabili psicologiche, sociali e comportamentali influenzano la prevenzione, l’aderenza ai trattamenti terapeutici e la qualità di vita. La psiconcologia, dunque, si pone l’obiettivo di consolidare e orientare le risorse personali e interpersonali dell’individuo per favorire nel paziente l’adattamento ai trattamenti terapeutici e il fronteggiamento dei loro effetti collaterali.

In particolare l’intervento può essere mirato al supporto psicologico e alla gestione di alcuni effetti collaterali delle terapie oncologiche:

 

  • Nausea
  • Alterazioni corporee estetiche e funzionali (alopecia, mutilazioni, stomie, alterazioni ormonali etc.)
  • Fatigue
  • Stress
  • Sintomi ansiosi
  • Deflessione del tono dell’umore 

Sino alla manifestazione di veri e propri disturbi di interesse clinico:

 

  • Disturbi dell’Adattamento e Disturbi Post-Traumatici
  • Disturbi d’Ansia (Attacchi di Panico, Fobie)
  • Disturbi dell’Umore 

Tra le conseguenze psicosociali della malattia oncologica spesso subentrano alcune difficoltà relazionali, riconducibili a pregresse situazioni problematiche ovvero a circostanze nuove realizzatesi a seguito della diagnosi oncologica. Per questo motivo può essere rilevante un supporto psicologico finalizzato alla gestione di alcune situazioni critiche: Coppia, Genitorialità, Lavoro.

 

 

 

 


Il Sessuologo Clinico

 L’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce la sessualità come “un aspetto centrale dell’essere umano lungo tutto l’arco della vita e comprende il sesso, le identità e i ruoli di genere, l’orientamento sessuale, l’erotismo, il piacere, l’intimità e la riproduzione” ed asserisce che essa “venga sperimentata ed espressa in pensieri, fantasie, desideri, convinzioni, atteggiamenti, valori, comportamenti, pratiche, ruoli e relazioni”.

Possiamo dunque facilmente intendere che la sessualità sia un argomento complesso dal momento che interessa e riguarda tutte le dimensioni esistenziali dell’individuo: biologica, psicologica e sociale.

La Sessuologia Clinica è la scienza che studia il comportamento sessuale umano da un punto di vista anatomico, funzionale e patologico.                

Il Sessuologo Clinico è uno psicologo oppure un medico abilitato all'esercizio professionale che ha completato un corso di formazione pluriennale in Sessuologia Clinica; trattandosi di un ambito multidisciplinare il Sessuologo Clinico è formato per collaborare con molteplici figure professionali dell'area medico-sanitaria. L'intervento sessuologico può configurarsi con diverse modalità che variano dall'educazione sessuale a terapie sessuologiche brevi e strategicamente orientate alla risoluzione delle problematiche sessuali. 

L’intervento sessuologico può riguardare temi legati alle problematiche sessuali, quelli di identità e orientamento sessuale, la sessualità nella disabilità e nella malattia cronica, i metodi contraccettivi, le malattie sessualmente trasmesse e via dicendo. Il Sessuologo Clinico aiuta a scoprire o recuperare una sessualità piacevole e soddisfacente, offre consulenze, chiarisce dubbi o risponde a legittime curiosità in tale ambito. Valuta se un problema riportato necessiti un approfondimento medico, una terapia sessuologica o se è sufficiente una semplice consulenza.
L’intervento sessuologico può rivolgersi ai singoli individui o alla coppia, in quest’ultimo caso è bene ricordare che, anche se apparentemente il sintomo è portato da un solo membro, può essere estremamente utile confrontarsi con il partner, infatti in taluni casi il problema dell’uno può essere connesso più o meno indirettamente a problemi relazionali della coppia. Quand’anche ciò non corrispondesse alla fattispecie della problematica, il supporto e la partecipazione del partner alla consulenza e/o terapia può aumentare l’efficacia della stessa. Qualora non vi fosse il desiderio e la disponibilità del partner alla collaborazione terapeutica sarà comunque possibile lavorare con il singolo individuo affidandosi alle sue risorse personali.

 

Quando rivolgersi al Sessuologo Clinico?

E’ utile rivolgersi ad uno specialista della sessualità quando l’attività sessuale viene percepita come problematica da un singolo individuo o da entrambi i membri di una coppia e soprattutto quando i tentativi di risoluzione del disturbo si sono dimostrati fallimentari.

La consulenza sessuologica può essere indicato in una varietà piuttosto ampia di casi:

·         Calo o assenza del desiderio;

·         Disfunzione erettile;

·         Scarsa lubrificazione;

·         Eiaculazione precoce;

·         Difficoltà a raggiungere l'orgasmo;

·         Assente o ridotta soddisfazione sessuale;

·         Dolore sessuale;

·         Problematiche di coppia inerenti la vita sessuale;

·         Dubbi/confusione circa la propria sessualità o il proprio orientamento sessuale;

·         Sessualità nella disabilità e nelle malattie croniche.

 

 

 

 

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